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BurNeTt's hOmE

11月22日

Ode alla vita

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
 
                                                                                                                  Martha Meideiros
 
 
 
Poesia piena di frasi fatte, che scade quasi nel banale...xò bella.
9月1日

Ragazza myspace

Dedico questo video a Vale e Miriam!!!!
  
 ....e ricordate...a me le ragazze myspace fanno impazzire!!!!

5月28日

Un altro personaggio grottesco di Martiri d'Africa

E dp Mimmo il panettiere, ekko a voi Francesco u'cecat nelle vesti di Maurizio Mosca...
 
5月26日

Ritorno al blog

Finalmente torno a scrivere nel mio blog! Anke se negli ultimi 2 mesi di kose da raccontare ce ne sarebbero state e nonostante qualkuno si aspettasse un mio intervento a proposito di qualkosa, nn ho scritto niente e nn ho avuto  neanke la voglia di rimpicciolire le foto che avrei dovuto inserire. 
Adesso xò raccontare tutti i fatti e descrivere tutte le emozioni provate mi risulta difficile, semplicemente xkè nn saprei precisamente da dove iniziare e sicuramente dimentikerei qualkosa, quindi preferisco limitarmi a dire quello ke penso adesso. Quest'ultimo periodo si avvicina abbastanza al mio concetto di vivere intensamente, infatti ho fatto e visto cose nuove, ho conosciuto persone nuove ed interagito decisamente con loro, ho valutato meglio le persone ke conoscevo già e ho provato tante sensazioni belle e brutte. Probabilmente in questo periodo mi sn sentito particolarmente vivo, proprio xkè sn riuscito ad assaporare, a sentire l'odore e a vedere il colore di tutte le emozioni provate e la cosa è avvenuta rapidamente, in modo spontaneo, senza dover razionalizzare tutto o passare tutto sotto la lente d'ingrandimento. Questi 2 mesi sn stati un continuo accavallarsi di eventi, di salti nel buio e anke di menate da panico...mi sn sentito coglione, matto, intelligente, stronzo, marpione, sicuro, ma soprattutto il protagonista di una storia ke in pokissimi conoscono e ke x intero forse conosco solo io.
Credo di aver imparato molte cose, xò adesso mi viene sl da scrivere ke è vero ke la felicità può sfiorarti in una serata di pioggia e andarsene in un caldo pomeriggio di sole e ke con la persona giusta, puoi sentirti in pace col mondo anke in un posto così così, mentre può capitare di sentirti completamente a disagio seduto nell'abitacolo della tua makkina, skiacciato dal flusso di coscienza pesante come un macigno.
Adesso mi sembra ke, purtroppo, tutto sia tornato alla normaltà, quello ke cercavo nn l'ho trovato...ma forse al momento nn ne sn ancora cosciente, xkè sto ancora smaltendo la sbornia di quello ke è successo...l'unika kosa ke spero è ke altri periodi kosì c siano ancora nella mia vita e ke magari portino anke qualkosa di concreto.
4月4日

Alleria

La + bella canzone di Pino Daniele
 
 
Alleria
 
Passa 'o tiempo e che fà 
tutto cresce e se ne va
Passa 'o tiempo e
nun vuo bene chiù
Voglio sole
pe m'asciuttà 
voglio un'ora
pe m'arricurdà 
hoo hoo
Alleria
pe nu mumento te vuò scurdà 
che e bisogno d'alleria
quant'è sufferto o sapo sulo Dio
E' saglie
'a voglia d'alluccà 
ca nun ch'azzicche niente tu
vulive sulamente dà 
l'alleria se ne va
Passa 'o tiempo e che fà 
se la mia voce cambierà 
Passa 'o tiempo
e nun crire cchiù
e ti resta solo
quello che non vuoi
e non ti aspetti niente
perchè lo sai ma passa 'o tiempo
ma tu non cresci mai
hoo hoo
E saglie
'a voglia d'allucca
ca nun ch'azzicche niente tu
vulive sulamente dà 
ma l'alleria se ne va
ma l'alleria se ne va
 
 
 
 
 
2月12日

Momenti di grande cinema

Radiofreccia
 

    

Braveheart

    

Ogni maledetta domenica

    

L'attimo fuggente

   

  

2月3日

Inizio d'anno....

....e anke quest'anno è iniziato e si è già portato via il suo primo mese, che sembrava essere partito alla grandissima, forse sulla scia di un buon fine 2007. Devo dire ke nei primi giorni di Gennaio sn stato abbastanza bene, quando mi svegliavo la mattina ero tranquillo, nn avevo nulla da desiderare, veramente sembrava ke il 2008 avesse in serbo x me belle novità sotto tutti i punti di vista, tanto ke avevo voglia di scrivere la mia contentezza su questo blog, ma x nn tirarmela ho preferito lasciar stare. Poi nn so il xkè, le kose sn iniziate a girare nel verso sbagliato e forse complice anke un pò di stankezza, mi sn trovato in un periodo in cui sn svogliato, un pò apatico e quando sto in mezzo agli altri, mi sembra di essere sintonizzato proprio su un altro canale. Forse questo succede xkè vedo tutti gli altri in netta ripresa, ke cmq riescono ad ottenere quello ke vogliono abbastanza facilmente e questo attualmente mi fa sentire un pò a disagio, io invece faccio fatika, mi sembra ke tutto intorno a me tremi, mancano i riferimenti, le prospettive nn sembrano + buone, anzi a tratti pessime e poi un'altra cosa ke mi da alla testa è ke mi capitano sempre le stesse disavventure. Poi ragionandoci un pò su, sembra ke stiano accadendo le stesse cose di circa 2 anni fa, ma questa volta le cose nn devono andare come sn già andate una volta, questa volta devo andare MEGLIO. Inoltre credo di essere un pò giù anke xkè ho la sensazione di arrivare sempre in ritardo rispetto agli altri in tutto ciò ke faccio e mi sembra ke quando poi riesco ad ottenere qualke risultato, questo nn soddisfi a pieno lo sforzo fatto....mi sento proprio kome un calciatore ke si prepara bene durante la settimana, ma poi alla domenica o nn gli viene data l'occasione di scendere in campo oppure se gioka nn riesce ad esprimere il proprio potenziale, ke nn riesce proprio a vedere la porta....mentre altri calciatori, anke nn volendo fanno gol, magari xkè la palla gli rimbalza addosso.
Vabbè adesso basta, xkè sto entrando in una palla tutta mia, quindi speriamo ke sto periodo passi, ke mi ritorni la voglia di andare avanti e ke magari capiti qualke kosa di buono.
 
PS
Siccome anke nn scrivendolo, il momento NO è arrivato lo stesso e visto ke sto blog sta diventando troppo una cosa triste, appena arriverà un periodo SI lo scriverò, kosì da mostrarlo al mondo intero.
1月3日

IL TRADIZIONALE DISCORSO DI FINE ANNO DI MIMMO IL PANETTIERE

Se avesse avuto un pò + di coltura, avrebbe potuto fare il politico....ma bisognerebbe farlo ubriacare + spesso.
 
12月11日

Bel post trovato sul Napoli

Io vivo lontano dalla terra che mi ha partorito e più che spesso mi manca. È terra morbida o scabra, calda o fredda, misurata o esagerata, musicale o stonata, colorita o pallida, amante oppure ostile, gradevole oppure ostica, accogliente o scomoda e chissà quante altre cose. Sì, è proprio così: è il tutto o il contrario di tutto ed è per questo motivo che in modo sviscerato l’amo.
A volte, voi non ci crederete, ma fantastico di camminare in via Toledo e fermarmi, poi, nella galleria Umberto, dove incontrandovi e sorseggiando un caffè, parlo della nostra passione. Vado, poi, giù per la Caracciolo ad ascoltare il mio mare, che ha qualcosa che altri mari non hanno e che è difficile spiegare. Mi fermo a mangiare una fetta di anguria e a parlare del più e del meno con chi me la vende. È facile nella mia città parlare con qualcuno. Cammino fino ad arrivare a Castel dell’Ovo, il più antico della città dopo castel Capuano, ed ammiro il Faito, che, dirimpetto, sulla penisola sorrentina, s’erge. Mi prende l’emozione e quasi mi s’arrresta il cuore, poi la brezza, che sempre spira in quell’angolo, dolcemente mi risveglia dall’incanto.
Eccomi, allora, con la mia vecchia e sgangherata cinquecento, arrivare al Rettifilo e fermarmi per ammirare l’imponenza della Federico II. Parcheggio e lascio le chiavi ad un signore che mi chiama dottore. Salgo i gradoni lentamente ed ecco affacciarsi nella ridesta memoria tutti i miei ricordi, e le voci, e lei.
Esco e prendo la Mezzocannone: via vai di studenti, di sogni, di speranze e di amori.
Giro in una stradina e mi fermo al mio bar: Bar dell’Università. Sembra tutto intatto e non lo è: io ho qualche anno in più e qualche speranza svanita. C’è un ragazzo e una ragazza che, guardandosi teneramente negli occhi, parlano a bassa voce. M’accosto per sentire e m’intenerisco fino alla commozione al ricordo. M’allontano e vado via con un groppo in gola: ho bisogno di dimenticare.
Mi dirigo alla Ferrovia per fermarmi, poi, al Vasto e, in seguito, alla Maddalena. Non vado in cerca di affari, non ne sarei capace; ascolto le voci e mi divertono le loro offerte: elicotteri, navi, sommergibili e quant’altro. Si pretende di vendere l’impossibile nella mia città. Vado via con l’ennesimo bidone rifilatomi, ma non importa.
È tardi e mia madre m’aspetta: lei non mangia se non sono a tavola.
Eccolo, il mio Vomero, il quartiere dove son nato. Parcheggio la macchina in Piazza degli Artisti e prima di rincasare mi fermo a parlare con Luigi, l’edicolante. Luigi ha un difetto: non distingue i colori. Tutto ciò che vede, lo vede in bianco e nero e probabilmente è questo il motivo della sua fede juventina.
-Luì, gli dico, sai non ho potuto seguire, perché sono stato fuori città e talmente impegnato da non aver potuto leggere un giornale o vedere la televisione. Luì, dimme nu poco, ma che ha fatto ‘o Napule ca Juve?-
- Dariù, mi risponde, tu tiene sempe ‘a capa fresca. Che vuò ‘nu giurnale?-
Non ce la faccio e rido e mentre sto per andare via, Nicolino, suo figlio, mi tira per i pantaloni e dice:- Dariù, ‘ a Juve a pigliate tre zeppule. Papà mo cagne mestiere e se mette a vennere ‘e zeppule, fa ‘o zeppularo.
Prendo la palla al balzo e rivolgendomi ancora a Luigi, gli dico: -Luì, ma daie ‘na zeppule?-
Luigi, spazientito, mi risponde: - Dariù, ma tu staie a sentere a ‘stu scemo? Nun te preoccupà, Dariù, ca nce vedimme o ritorno.-
- Pecchè, Luì, ‘e zeppule aumentarranno?.
-Maronne mia! Statte buone, Dariù!-
Torno a casa. Ecco il portone e il vecchio ascensore. Arriva finalmente e per salire al terzo piano c’impiega una vita: il tempo per ringraziare Dio di avermi fatto nascere a Napoli.
11月7日

Una bella canzone triste

Sta Passando Novembre - Eros Ramazzotti

E’ per te
questo bacio nel vento,
te lo manderò lì
con almeno altri cento.
E’ per te,
forse non sarà molto,
la tua storia, lo so,
meritava più ascolto
e magari, chissà,
se io avessi saputo,
t’avrei dato un aiuto.
Ma che importa oramai,
ora che…
Puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che
non doveva andar così,
solo che
tutti ora siamo un po’ più soli qui.
E’ per te
questo fiore che ho scelto,
te lo lascerò lì
sotto un cielo coperto.
Mentre guardo lassù,
sta passando novembre
e tu hai vent’anni per sempre.
Ora che…
puoi prendere per la coda una cometa
e girando per l’universo te ne vai,
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai…
non trovavi mai…
puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta,
quel mondo diverso che non trovavi mai.
Solo che non doveva andar così,
solo che tutti ora siamo un po’ più soli…
tutti ora siamo un po’ più soli qui…
è per te.

 

 
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